NEWS

“IL SOLE 24 ORE” PUBBLICA CERVE

Cerve Group parla del prossimo anniversario dei 70 anni dell’azienda ricordando i quasi mille anni di storia nell’arte vetraria e una famiglia, Bormioli, che ha rappresentato la più grande industria di Parma.

Riportiamo il testo dell’articolo per d’intero.


70 ANNI: nel 2023 l’azienda leader mondiale nella decorazione del vetro festeggerà il prossimo anno i 70 natali.

Alle spalle ha quasi mille anni di storia nell’arte vetraria e una famiglia, Bormioli, che ha rappresentato la più grande industria di Parma e il terzo player mondiale nel settore. A differenza della sorella famosa sia per le glorie passate sia per le traversie degli anni recenti, la Cerve (crasi delle parole Ceramica e Vetro), festeggerà il prossimo anno i 70 natali all’insegna della stabilità e dell’understatement, pur avendo diversi motivi di vanto, dalla leadership mondiale nella decorazione del vetro a pezzi iconici del design, dagli storici bicchieri di Nutella disegnati, al mitico vaso bianco decorato di blu dell’Amarena Fabbri alla boccetta di profumo Chanel Coco Mademoiselle.

«Oggi siamo un gruppo di 600 dipendenti più altre 150 persone almeno nell’indotto, fatturiamo un centinaio di milioni di euro e abbiamo sei stabilimenti tra Italia e Austria che lavorano 4 milioni di pezzi al giorno», racconta dal quartier generale di Parma il presidente di Cerve Giovanni Bormioli. Suo padre, Pierluigi, fu il primo a lanciare la decorazione industriale su vetro in Italia, era il 1958 e in un mondo che utilizzava ancora etichette di carta, portò in Italia dagli Stati Uniti la prima macchina semiautomatica per decorare il vetro, la Solar. Cerve è passata dal tableware ai flaconi per le più blasonate case profumiere e cosmetiche; dalle bottiglie e bicchieri per le grandi distillerie a vasi e contenitori per il marketing dell’Horeca. «Fino al 2018 ci siamo tenuti alla larga dalla produzione del vetro, fedeli alla scelta della famiglia Bormioli, sul modello americano, di tenere distinte le seconde lavorazioni. Noi siamo più tipografi che vetrai, ci occupiamo di serigrafie, sabbiature, acidature, verniciature, applicazioni, che sono tutt’ora il nostro core business». Poi quattro anni fa il salto, con l’acquisizione della Technoglas di Voitsber, in Stiria, vetreria austriaca con oltre 160 anni di attività alle spalle e altrettanti dipendenti in organico, specializzata in vetro pressato, resistente e di altissima qualità, per usi tecnici nell’automotive (fari), negli strumenti di misurazione e impieghi speciali. «La decisione di salire a monte nella filiera è figlia della necessità di verticalizzare la filiera per aumentare la resilienza in un contesto di mercato sempre più complesso – spiega Bormioli – così da garantire ai clienti un full service per articoli di fascia alta». Il secondo M&A, lo scorso anno, della business unit Vidivi – Vetri delle Venezie, dal gruppo Vetrerie Riunite di Verona, ha completato il puzzle di Cerve, perché ha permesso di dedicare le tecnologie austriache alla produzione di tutto il catalogo dello storico brand veneto del tableware premium. «Adesso dobbiamo consolidare il nuovo assetto, con cui pensiamo di poter crescere fino a 120 milioni di euro di fatturato e poi vedremo, ci sono altre vetrerie che potrebbero essere interessanti, sempre nel concetto di integrare la nostra capacità tecnica nelle seconde lavorazioni con le vetrerie», spiega il numero uno di Cerve. Oggi unico produttore delle boccette del profumo Montblanc (oltre 5 milioni di flaconi l’anno) e leader mondiale nel settore, che contende ai competitor francesi. Alle prese però, come tutta la manifattura europea, con i fortissimi rincari di energia e materie prime. «Le prospettive per questo 2022 sono buone se guardiamo al portafoglio ordini, ma c’è l’incognita prezzi: abbiamo aumento i listini del 30-40%, di riflesso agli aumenti pazzeschi che ci hanno presentato i fornitori, ci aspettiamo che i clienti non confermeranno tutti gli ordini», ammette Bormioli. Che il 2020 l’ha già dimenticato, avendo archiviato il 2021 con una crescita del 2o% sul pre-Covid ed è pronto ora alla sfida green, con la pubblicazione, quest’anno, del primo bilancio ufficiale di sostenibilità. «Non solo il vetro è una materia prima riciclabile all’infinito, sostenibile per natura – conclude Bormioli – ma da 30 anni noi in Cerve utilizziamo smalti organici, brevettiamo colori che richiedono temperature di cottura più contenute per ridurre i consumi energetici e impieghiamo esclusivamente vernici ad acqua, senza solventi. Anche il forno di Technoglas è alimentato solo da energia rinnovata certificata (idroelettrica) e tutti gli stabilimenti sono illuminati a led».